Durante l’ultimo Smart Talking con Salvatore Russo si è parlato di personal branding, scopriamo quali sono i 10 elementi fondamentali per costruire una immagine di sé ad alta risoluzione!

Perché avere una strategia di personal branding?

Iniziamo dalle basi, quando si parla di personal branding si intende l’insieme di attività mediante le quali una persona definisce e comunica le sue esperienze, conoscenze, competenze, stile, carattere, abilità, ma anche difetti, disavventure, cadute e risalite. Ogni elemento è un puntino e insieme danno forma al brand personale.

Anche quando sei in silenzio stai facendo personal branding

Non possiamo esimerci dal fare personal branding, non si può non comunicare. Tutte le tue azioni, anche quando credi di non fare nulla, concorrono a creare la tua immagine, ciò che gli altri percepiscono della tua persona e della tua professione. 

Puoi lasciare che questo avvenga in modo arruffato e del tutto casuale oppure con una strategia, per creare un percepito più conforme a chi sei e cosa vuoi raccontare di te.

Dobbiamo pensare a noi stessi come a un brand e contribuire con tutte le nostre azioni a costruire fiducia e credibilità. Il personal branding ci permette di ottenere risultati positivi: visibilità, differenziazione e affermazione sul mercato e avere un ritorno concreto in termini di nuove collaborazioni, clienti e contatti. 

Le 10 “cose” del personal branding

Ecco quali sono gli elementi fondamentali da tenere presente per essere al TOP nel 2021. 

 

1. Liberati dai pregiudizi

Fare personal branding non vuol dire indossare una maschera o essere narcisisti. Che ci piaccia o meno, la società ci vedrà sul palco della vita, si godrà o meno lo spettacolo ed esprimerà un giudizio, sta a noi decidere se lasciare tutto al caso oppure prendere il controllo della regia della nostra immagine e costruire una rappresentazione che porti nel capoccione del pubblico esattamente (o quasi) il nostro messaggio.

 

2. Auto-accettazione costruttiva

Sii te stesso non vuol dire che siamo perfettissimi così, che tutto ciò che pensiamo/vogliamo/diciamo sia corretto, che per avere successo basti rendere pubblica al mondo la nostra identità così com’è. Bisogna lavorarci tanto e lo spiega Salvatore nel suo blog Sii te stesso: il consiglio più diffuso e maledettamente sbagliato.

La parola d’ordine è autoaccettazione-costruttiva: dobbiamo prendere coscienza di chi siamo, dei nostri punti di forza per valorizzarli, dei nostri punti di debolezza per capire quali smussare e quali proprio farcene una ragione.

 

3. Sii il cliente di te stesso

Accettiamo un nuovo cliente: noi stessi. Mettiamolo proprio nello schedule delle attività. Comportiamoci esattamente come se stessimo gestendo il progetto di un nostro cliente: definire gli obiettivi, analizzare le criticità e sviluppare una strategia. Dobbiamo essere un cliente esigente e dimostrare tutto il nostro malcontento nel caso in cui non vengano raggiunti gli obiettivi prefissati. Compratevi uno specchio, grande. 

 

4. Non dirmi cosa fai, dimmi perché lo fai 

Le persone non acquistano solo il prodotto, acquistano il “perché” prima del “cosa”. Vogliono conoscere il nostre pensiero che determina le nostre azione, ecco perché il personal branding è così importante. 

 

5. Personal branding come il CV

Dobbiamo definire gli aspetti lavorativi di cui ha senso parlare per raggiungere i nostri obiettivi. Ad esempio, se abbiamo 20 anni di esperienza e stiamo inviando il CV a una società che vende bulloni a Trieste per la posizione di marketing manager, magari non ha molto senso inserire che a 17 anni abbiamo fatto i bagnini a Riccione.

 

6. Non ubriacarti di EGO

Puoi lasciare che la tua immagine cresca come uva selvatica oppure come un vigneto da cui produrre dell’ottimo vino, riconoscibile e apprezzato. Attenzione però a non ubriacarti di ego: la tua attività di personal branding deve essere al servizio dei tuoi obiettivi e non della tua vanità.

 

7. Fai pace con il termine vendere 

Spesso associamo il termine vendere al concetto di  “rubare” o “imbrogliare”. In realtà, noi ci “vendiamo” ogni volta che interagiamo con una persona e il concetto di vendita deve necessariamente assumere un’accezione positiva perché se effettuo una vendita, significa che ho un prodotto o servizio che risponde ai bisogni delle persone, ciò è cosa buona e giusta. 

 

8. I tecnicismi vengono dopo, molto dopo

Prima dobbiamo definire i nostri obiettivi, definire chi siamo e come vogliamo che la gente ci veda e ci ricordi. Solo una volta fatto ciò possiamo pensare ai tecnicismi del marketing. Prima, mettere la cera e tirare via cera.

 

9. I profili social non sono un luogo privato 

Pensare che i canali social siano un luogo privato, è come pensare che farsi la doccia in spiaggia sia come farsela nel nostro bagno domestico. In un momento storico come questo, dove tutto è interconnesso e raggiungibile con un “click” non possiamo permetterci il lusso di scegliere il social dove essere istituzionali e quello dove fare festaaaaaaaaaaa.

 

10. Non accontentarti mai, cerca l’eccellenza 

Dobbiamo goderci i nostri successi, ma non accontentarci mai di quello che si è fatto, ma tendere sempre all’eccellenza, provare sempre a migliorarsi.  Un consiglio prezioso che Piero Angela ha consegnato a Salvatore nella loro mitica intervista

Dopo questo spoilerone non ti resta che guardarti il video dell’ultimo Smart Talking

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