Il nuovo libro di Seth Godin La Pratica è rivolto a tutti i creators che vogliono migliorare le loro abitudini e le loro routine e in particolare a coloro che sono talmente concentrati sui risultati che hanno perso di vista “la pratica“. Questo libro è di grande aiuto anche a chi vuole contribuire a costruire un mondo migliore e avere un impatto positivo sul modo di pensare, di agire e su ciò che le persone provano. Godin sottolinea che chi lavora usando la creatività non deve concentrarsi troppo sui risultati ma provare piacere nel praticare quell’attività. Anche se non siamo sicuri del successo del nostro progetto dovremmo comunque portarlo a termine per il puro piacere di farlo. In poche parole quindi lo scopo di questo libro è quello di spostare l’attenzione delle persone dai risultati al lavoro consistente e alla pratica dell’attività.

Siamo stati indottrinati?

Se il nostro lavoro non impiega una certa quantità di intelligenza creativa, è probabile che in futuro saremo rimpiazzati da una macchina. la creatività non garantisce sempre il successo ma ha il potenziale di migliorare. Il mondo del lavoro oggigiorno incoraggia a trovare un lavoro “sicuro” e sistematico perché garantisce il minor margine di rischio possibile. Alcune persone amano questo tipo di lavori perché sanno esattamente che cosa devono fare e una volta diventato un processo automatico non bisogna né riflettere né stare allerta.

La paura della creatività

Hai paura della creatività?

Tuttavia essendo naturalmente propensi alla creatività cerchiamo di essere il più vicini possibile ad essa senza prendercene piena responsabilità.  Seth Godin descrive uno studio che supporta la sua tesi. A New York è stato chiesto a a migliaia di studenti di 17 anni di scegliere un lavoro tra i seguenti: senatore degli Stati Uniti, lavorare nella Corte Suprema, essere a capo di un’azienda che rientri nella classifica dei 500 della Fortune maggiori imprese statunitensi in base al loro fatturato oppure l’assistenze di una celebrità.

Sapete la maggior parte dei ragazzi che opzione hanno scelto? Lavorare come assistenti di una celebrità. Questo lavoro permette di stare vicino ad una persona creativa senza però esserne direttamente responsabili. Quale è la conclusione? Le persone desiderano essere in prossimità della creatività ma non vogliono prendersi il rischio che vi corrisponde.

Fiducia in noi stessi

Una delle paure più grandi dell’uomo è mostrare se stessi, le proprie idee e i propri lavori per paura del giudizio altrui. Molti persone creano (scrivono, girano video, dipingono, progettano) ma non condividono i loro lavori perché aspettano che siano perfetti prima  che altri li vedano. Secondo Godin non dovremmo creare lavori perfetti ma lavori che hanno come scopo quello di contribuire in qualche modo al cambiamento.

Internet mette a disposizione tantissimi mezzi per migliorare le nostre capacità ed raccontare noi stessi. Comunque lo scrittore esprime il suo disappunto in quanto il 90% dei lavori pubblicati online sono discussioni sui social e contenuti copiati o rielaborati. In poche parole le persone creano contenuti più per tirare una linea sulla propria “to do list” che per creare contenuti veramente creativi. Purtroppo questi contenuti sono anche quelli che attirano più attenzione mentre quelli veramente creativi e di valore sono sottovalutati.

La tua voce

Fai sentire la tua voce e contribuisci al cambiamento

Inoltre nel libro viene detto che non siamo nati con una voce ma decidiamo di adottarne una secondo le nostre esperienze, la cultura in cui siamo cresciuti e i nostri ideali. Cos’è la voce? Il ruolo che assumiamo costantemente dopo anni di ricerca e prove, ovvero il nostro personal brand. Dobbiamo ricordare che il brand non è il logo. Il brand sono le core values. Anche gli individui hanno il loro brand personale: una promessa o un’aspettativa che creiamo negli altri riguardo al nostro comportamento in diverse situazioni e ambiti.

Anticipa il prospect di tre minuti

Anticipa il tuo cliente di tre minuti

Avere fiuto, secondo Godin, significa conoscere ciò che la tua audience vuole tre minuti prima che loro stessi lo sappiano. Sei sai di cosa il tuo target ha bisogno trent’anni prima di loro, allora verrai ostracizzato.

Un esempio a riguardo è Second Life, un mondo virtuale in cui ciascuno può creare il proprio avatar e vivere una “seconda vita” immaginaria interagendo con altri utenti. In questo mondo virtuali sono riprodotte tutte le attività quotidiane. Le persone possono comprare e vendere o andare a ballare in un club ma anche viaggiare in mondi paralleli. Second life, nato nel 2003, ha anticipato una la realtà virtuale e l’online gaming quando ancora il mondo non era pronto ad adattarsi a questa realtà. Oggi parliamo del boom del mobile gaming con un fatturato che ammonta a miliardi di euro e se Second life fosse arrivato 10 anni dopo avrebbe dominato questo mercato.

D’altra parte se capisci i bisogni dei tuoi clienti tre minuti dopo che loro ne prendano coscienza, come puoi immaginare, le tue informazioni non saranno utile a nessuno e nessuno se ne interesserà. Perciò avere fiuto significa conoscere il tuo tanto target bene da anticiparlo di quel poco che serve per essergli effettivamente utile.

 

Non avere paura della creatività, anzi praticala per la tua soddisfazione personale. Esprimi te stesso e trova non solo delle persone a cui parlare ma anche il momento giusto in cui saranno disposte ad ascoltarti, così che insieme potrete cambiare il mondo in meglio!

 

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