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I bitcoin sono un investimento sicuro per il nostro futuro? Oppure sono una bolla che sta per esplodere? Sono la moneta più capitalizzata e discussa del mondo. I suoi alti e bassi fanno impazzire l’economia e fanatici della finanza.

Il sistema bitcoin è stato inventato nel 2009 da Satoshi Nakamoto. Sono un tipo di valuta virtuale, il che significa che il loro metodo di stampa non è come la normale carta moneta, ma viene creato, distribuito e scambiato in modo completamente digitale attraverso una tecnologia peer-to-peer chiamata BlockChain.

Tra gli investitori i bitcoin sono certo un canale preferenziale. L’8% percento degli investitori americani ha dichiarato di possedere bitcoin e il numero è in costante aumento.

Ad oggi il suo valore sfiora i 50 mila dollari e non si sa per quanto ancora potranno crescere.

Ma di tutto ciò ne avevamo già parlato in un precedente articolo. Oggi siamo qui per approfondire tutti questo argomenti con Marco Cavicchioli, considerato tra i massimi esperti di bitcoin in Italia. Il suo canale, aperto nel 2017, ha superato i 30 mila iscritti e i suoi video sono stati linkati nelle principali pagine di informazione online.

Perché i bitcoin sono uno strumento potente e perché dovremmo sfruttarli?

Perchè, per la prima volta nella storia dell’intera umanità, esiste una moneta la cui politica monetaria non è gestita da uomini, più o meno onesti, ma da un protocollo informatico fisso, pubblico, e virtualmente inviolabile.

Le monete tradizionali a cui siamo abituati sono gestite da banche centrali che hanno di fatto la libertà di lasciare che perdano di potere di acquisto, a volte purtroppo anche in modo incontrollato. Con Bitcoin invece non solo la politica monetaria è fissa, e non manipolabile, ma è anche progettato per avere natura deflattiva, ovvero per far aumentare il suo potere di acquisto nel corso del tempo. Non si sa ancora con certezza se ciò avverrà, ma sarebbe oltremodo poco intelligente scegliere di ignorare una tecnologia simile.

Inoltre, alla luce di ciò, va detto che chiunque abbia risparmi significativi in moneta fiat (ovvero quella tradizionale, emessa e gestita dalle banche centrali) potrebbe immaginare di convertirne una parte in bitcoin per cercare di controbilanciare la perdita di valore dei suoi risparmi nel corso del tempo dovuta all’inflazione. Acquistare bitcoin è un rischio, ma anche tenere fermi i propri risparmi lo è.

Quali sono i miti da sfatare sul mondo delle criptovalute?

Ce ne sono troppi. Essendo un tecnologia così giovane, e così complicata, il cittadino comune in realtà non è in grado di comprenderla, pertanto è facile preda di un’immensa quantità di sciocchezze che vengono propinate solitamente da persone poco esperte, e con forti pregiudizi nei confronti di questa innovazione (e forse dell’innovazione in generale).

Ad esempio si crede che bitcoin sia usato soprattutto per pagamenti di traffici illeciti, invece non solo questa tipologia di pagamenti rappresenta solo una parte marginale ed insignificante delle transazioni in bitcoin, ma in realtà la stragrande maggioranza dei traffici illeciti sono ancora finanziati in dollari, o euro, e così molto probabilmente sarà ancora per molto tempo.

Satoshi Nakamoto, chi è l’uomo dietro al sistema blockchain e ai bitcoin?

Nessuno lo sa. Anzi, chiunque sostenga pubblicamente di saperlo probabilmente mente.

Satoshi comunque è letteralmente scomparso nel 2011, ovvero circa tre anni dopo la pubblicazione del protocollo Bitcoin, e da allora non si è mai più saputo assolutamente nulla di lui. Un’ipotesi che circola molto nell’ambiente crypto è che sia effettivamente morto, ed abbia di fatto lasciato in eredità all’umanità intera quel vero e proprio capolavoro epocale che è il protocollo Bitcoin. Basti pensare che in teoria possiede circa 1,1 milioni di bitcoin (ovvero più di 50 miliardi di euro), ma non ne ha mai utilizzato nemmeno uno.

2031, come sarà il mondo della blockchain?

Impossibile a dirsi. Anzi, chiunque sostenga di saperlo probabilmente mente (purtroppo le menzogne nel settore crypto sono molto diffuse…).

Tuttavia sicuramente Bitcoin ci sarà ancora, e continuerà a svolgere il suo ruolo di protezione dall’inflazione, sebbene sempre come investimento a rischio.

Bisogna inoltre ricordare che non può esistere una vera blockchain (ovvero decentralizzata) senza una criptovaluta, quindi non ha alcun senso parlare di blockchain senza parlare anche di criptovalute. Inoltre è inevitabile che i servizi resi possibili dalla blockchain abbiano un valore finanziario, pertanto è inevitabile anche che le criptovalute alla base delle blockchain decentralizzate vengano scambiate sui mercati finanziari.

Detto questo, secondo me il vero potenziale rivoluzionario dei registri distribuiti decentralizzati dobbiamo ancora iniziare a vederlo, partendo in particolare da ciò che sta accadendo al mondo dell’arte, del collezionismo, e dei videogiochi, grazie agli NFT.

Ha senso investire in bitcoin nel 2021?

Sì, anche se ogni singolo potenziale investitore deve domandarsi se abbia senso per sè, a prescindere dal fatto che possa avere senso per gli altri. In particolare fa molta differenza se ad esempio si hanno grosse quantità di risparmi in euro, o dollari, e se ne converte una parte in bitcoin, oppure se si dispone solo di cifre molto limitate, o irrisorie, per acquistare bitcoin magari nella speranza di diventare ricco facilmente ed in breve tempo.

Chi pensa di arricchirsi facilmente con bitcoin… non ha capito bitcoin, e forse farebbe meglio a starne alla larga.

Mining: è un sistema etico?

Non vedo alcun motivo per cui non debba esserlo. Basti pensare che uno dei miti da sfatare è che per minare bitcoin occorra molta energia elettrica. In realtà, così come accadeva agli albori nel 2009, basterebbero anche solo pochissimi computer al mondo per minare bitcoin.

L’enorme consumo energetico di Bitcoin è dovuto invece solo ed esclusivamente a decisioni totalmente indipendenti, libere ed arbitrarie dei miner, pertanto sarebbe sufficiente convincerli, o obbligarli, a consumare meno, o ad utlizzare solo fonti rinnovabili, per risolvere il problema definitivamente e alla radice.

In altri termini il problema del presunto consumo energetico eccessivo di Bitcoin potrebbe essere risolto da un momento all’altro, qualora gli Stati semplicemente lo volessero (la verità è che non vogliono).

Bisogna sempre ricordarsi che ci sono cose molto più inutili di Bitcoin che necessitano di consumi energetici ancora più elevati, come ad esempio la visione di video per adulti online. Difficile immaginare che questo sia considerato “etico”, mentre il mining di bitcoin no.

Qual è il tuo motto?

L’innovazione non chiede permesso. Travolge chi è immobile e cambia il mondo. (Massimo Russo, direttore di Wired Italia nel 2013).

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